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Storia contemporanea #1

25/04/2011

Quando ero studente disegnavo in modo compulsivo, in qualsiasi momento e su qualunque supporto mi capitasse per le mani. Un po’ perché avevo tanto tempo e pure il lusso di sprecarlo, un po’ perché le mie sinapsi non erano ancora del tutto corrose da lustri di deboscia quindi l’ispirazione era più immediata. Parecchia roba è dispersa tra amici e conoscenti che se la venderanno a caro prezzo quando finalmente il mio genio verrà riconosciuto e verrò esposto al MoMa tra Picasso e Man Ray (io ovviamente sarò già morto) ma un po’ di materiale ce l’ho ancora in casa. Ovviamente molte cose non sono pubblicabili non tanto perché disegnate a penna sui quaderni degli appunti ma perché le persone ritratte, in larga parte ex colleghi e professori universitari dileggiati in modo pesantissimo, potrebbero giustamente denunciarmi (un po’ dispiace perché sono particolarmente affezionato a una serie ispirata alle “Avventure di Pinocchio” che vede nei panni del noto burattino un mio ex compagno d’università oggi serissimo professionista dell’informazione). Fanno eccezione queste vignette disegnate durante la preparazione dell’esame di Storia Contemporanea. Ovviamente non le ho modificate di una virgola, le ho lasciate così come sono, scarabocchiate in un quarto d’ora col pennarellone sul retro dei fogli del notes e piene di sbavature dovute alle birre che inevitabilmente ci poggiavo. Siccome è pur sempre la festa della Liberazione, a ‘sta botta vi beccate quelle con protagonisti Hitler e Mussolini, la prossima volta, per par condicio, posto quelle su Stalin. Pronti? Via.

Questa qua sotto il mio amico Charles, con il quale preparavo tutti gli esami (fondamentalmente perché era – ed è ancora – l’unico a reggere i miei ritmi alcolici), la trovò particolarmente arguta. Sul momento pensai che fosse impazzito.

Quest’altra invece non mi piaceva granché ma mi ero fissato che dovevano essere otto (una è andata perduta) in quanto dovevo appiccicarle al muro e quindi l’insieme doveva risultare simmetrico. All’epoca il mio disturbo ossessivo-compulsivo era più pronunciato di oggi.

Qui ovviamente Mussolini ha gli occhiali da sole perché in origine mi era venuto troppo male e dovevo correggere in qualche modo.

E buon 25 aprile a tutti.

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2 commenti leave one →
  1. procrastinator permalink
    25/04/2011 19:32

    grande

  2. Charles permalink
    02/05/2011 17:53

    ah, il buon cazzeggio di una volta

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