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Volevo solo vedermi Patti Smith: EARTH DAY, un live report situazionista

26/04/2011

Quanto mi manca il vecchio Bob Renton. Oggi mi manca particolarmente perché è il 20 aprile, sarebbe stato bello trascorrerlo insieme. Mi fa al telefono: dai, cazzo, ti vai a vedere Patti Smith a Villa Borghese, il 20 aprile ci sta a cannone. Gli rispondo: ‘nzomma, le persone con cui ci vado magari non celebrano il 20 aprile. Poi però riesco a tirarmi dietro Lucky Luke, per il quale sono sempre le 4:20. Infatti appena giunti al Galoppatoio sintonizziamo subito l’orologio biologico sulla Sacra Ora, il che è probabilmente l’unica maniera per poter sopportare i due pestilenziali gruppi reggae che aprono il magico eventone nazionalpopolare. I primi sono tali Rein, che secondo il comunicato stampa farebbero patchanka, che non so bene cosa sia ma, come direbbe il grim and frostbitten Mighi, non c’ho nemmanco voja de annà a controllà su uichipidia. Ho detto “Rein”, con la E di Entangled In Chaos (io l’alfabeto lo recito con i nomi dei dischi dei Morbid Angel, peccato che si fermino alla I), non “Rain” come il mitologico gruppo street rock bolognese che ci diede il passaggio in Slovenia per il Metal Camp, anche se francamente non capisco perché non abbiano chiamato loro al posto di ‘sti soggetti. Sono sicuro che Patti Smith avrebbe preferito così. E in fondo in America all’Earth Day ci suonano Metallica e Spinal Tap, noi potremmo chiamare i Rain e, che so, gli Skull Daze che aprono, i Kurnalcool e i Cripple Bastards coheadliner e come ospiti stranieri i Napalm Death che sono pure molto impegnati. Ma perché non le fanno organizzare a me ‘ste cose.

gggente che all'ambiente lo ama una cifra, anzi una ciaifra

Subito dopo tocca al nuovo progetto  di Adriano Bono, ex cantante dei Radici Nel Cemento, la classica band della quale si dice sì, mi è capitato di ascoltarli, ma mai volontariamente. Lucky Luke manifesta una certa familiarità con il personaggio ma Lucky Luke è un amico e gli si perdona tutto, anche il reggae. Presenta ogni canzone con delle originalissime e profonde tirate ecologiste. Del resto per me e Lucky è il 20 aprile, per quasi tutti gli altri è l’Earth Day, il giorno in cui si va a insozzare uno spazio pubblico per manifestare il proprio amore nei confronti dell’ambiente. Si parte con un pezzo sulle biciclette e Bono ringrazia tutti quelli che sono venuti in bici o coi mezzi pubblici per non inquinare. Io da questo punto di vista sono la persona più ecofriendly del mondo perché non so guidare niente, nemmeno il motorino, ma chiunque a Roma abbia trascorso anche solo un fine settimana sa benissimo come sia la città europea in assoluto meno adatta per girare in bici a meno che non si nutrano propositi suicidi. Da tutto ciò si evince che probabilmente Bono ha in garage una Grand Cherokee. Poi arriva il pezzo contro il nucleare. Proprio nella stessa giornata il governo ha deciso lo stop al programma per il ritorno dell’Italia all’atomo. Oggi Silvio almeno è stato onesto e gli è uscito che l’ha fatto solo per far saltare il referendum. Quello sul legittimo impedimento. Lo stesso scherzetto rischia di accadere per l’acqua pubblica, questione dove il casino è anche legato al fatto che non tutti sappiano esattamente di che si stia parlando. Come presentatrice c’è una roscia che non conosco affatto. Non ho la televisione quindi certi personaggi mi sfuggono. Poi il mio nuovo coinquilino, l’ingegner St. Anger, mi spiegherà nei dettagli chi fosse ma io ovviamente rimuoverò tutto in pochi minuti. Quando inizia a ringraziare gli enti promotori mi si accappona la pelle perché viene nominata buona parte degli enti, aziende e organizzazioni delle quali scrivo per lavoro. Poi vengono menzionati i ministeri dell’ambiente e della cultura e partono gli ovvi fischi della platea sediziosa e antigovernativa.

Durante l’esibizione di Roberto Angelini ci sediamo in terra. Non prestiamo attenzione alle canzoni ma una tipa inizia a lamentarsi perché le fa venire la depressione nonostante nessuno lo stesse seguendo. Siccome sono totalmente scollegato dal resto del mondo e dalle cose che piacciono alle persone normali, lo ho presente solo perché lessi un’intervista su Mucchio dove raccontava la sua nuova carriera di cantautore e spiegava quanto gli avesse rovinato la vita la hit Gattomatto, che io ovviamente non ho mai sentito, nemmeno ora che l’ho linkata. Mi era rimasto impresso perché aveva descritto una scena totalmente umiliante dove lui a una festa di compleanno uscì dal pacco regalo per cantare ‘sto pezzo. Ecco, io Angelini non me lo filerò mai neanche per curiosità perché ho troppa altra roba che mi interessa di più alla quale stare appresso ma questo lato borderline da un certo punto di vista gli da dei punti. Il momento più situazionista però è il videomessaggio di Peter Gabriel, girato con lo stile di quelli con gli ostaggi rapiti da Al Qaeda ai bei vecchi tempi della guerra al terrorismo. Poi finalmente tocca a Patti, che parte con una narcotica Ghost Dance e la sovrannaturale Pissing In A River e io sono felice di essere al mondo, perché un mondo dove si cantano pezzi come questi non può essere alla fine un posto così brutto. Ma Because The Night arriva troppo presto, e con il delirio di massa di People Have The Power una delle mie guide spirituali secondarie (le primarie alla fine continuano a essere Lemmy, Phil Anselmo, Zakk Wylde, Jeffrey Lebowski e tizi così) ci congeda. Solo cinque pezzi. E vabbè sentiamoci Carmen Consoli, una di quelle che non conosci benissimo ma in fondo ti sta simpatica e qualche canzone ti piace anche molto (la mia preferita è Venere, grazie per avermelo chiesto). Si presenta con un sestetto d’archi e anche dal punto di vista di uno al quale non gliene frega più di tanto è un concerto più che gradevole. A un certo punto durante uno degli obbligatori pipponi ecologisti Fraulein W, che era arrivata più tardi, si incazza perché Carmen tira in ballo Daisaku Ikeda, il boss della Soka Gakkai, che è una specie di versione buddista delle sette tipo Scientology o Damanhur con la quale aveva avuto a che fare per caso. Sì, insomma quella gente per la quale non sarebbe male riaprire i gulag siberiani. Seee, adesso ti ha detto un nome giapponese e nelle condizioni riprovevoli nelle quali stavi te lo sei pure ricordato. E qua sta il bello.

Due giorni dopo, nella libreria della Stazione Tiburtina, mi metto a ravanare nel settore attualità, che per i viaggi in treno resta la cosa migliore (in treno non riesco a concentrarmi sui fumetti), e vedo che è appena uscita un’inchiesta sull’argomento, Occulto Italia di Del Vecchio e Pitrelli. Ottimo libro, tra l’altro. La compro a prescindere come ormai faccio sempre con i  nuovi volumi della FuturoPassato e becco un capitolo proprio su ‘sti fulminati e siccome Lost ci ha insegnato che nulla accade per caso e bisogna sempre dare ascolto ai flash (ovvero il teorema di Bob Renton sui Charred Walls Of The Damned), vuol dire che ne dovevo parlare. Insomma, la Consoli aveva abbracciato il buddismo per tramite di ‘sto tizio in seguito a dei lutti, quindi io ovviamente non ce l’ho con Carmen Consoli, per carità, capisco che non tutti hanno l’heavy metal e perciò quando sei abbattuto cerchi dei punti di riferimento all’esterno e rischi di incappare in delle sette. Se tutti ascoltassero i Manowar e nei momenti difficili facessero quello che gli direbbe di fare Joey DeMaio queste cose non accadrebbero. Vedete bene come si arriva sempre allo stesso punto, il pianeta non avrebbe tutti questi problemi se tutti ascoltassero i Manowar.  Che è un po’ il centro della questione. Insomma, a parte i Manowar, che è sempre bene infilare in qualsiasi discorso, uno se lo chiede pure se uno spottone del genere per il capo di un’organizzazione religiosa con una forte capacità di infiltrazione e dei fini non propriamente edificanti abbia o meno qualcosina di strano dietro. Vabbè non so come siamo arrivati a tutto questo. Io volevo solo vedermi Patti Smith. Quando tutto finisce Fraulein W mi offre un passaggio perché preoccupata dalle effettive chance di una mia permanenza in vita in caso di ritorno a piedi. Butto le bottiglie delle birre che mi ero portato. Mi girano le palle perché non trovo il cassone della differenziata ma almeno non le ho lasciate in terra. Ci avviciniamo al motorino. Lei sta per andare da una parte ma le dico che è la strada sbagliata e ho anche la temerarietà di prenderla in giro. Ovviamente ci perdiamo e la via giusta era quella che diceva lei. Ma del resto è il 20 aprile.

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6 commenti leave one →
  1. 26/04/2011 23:33

    capolavoro.

  2. Lucky Luke permalink
    27/04/2011 12:13

    Devo ammetterlo.. la canzoncina sulle bici.. così come quella sul traffico de roma mi hanno anche fatto saltellare a ritmo di musica..
    ma come dici te.. era il 20 aprile… la musica è sempre più bella il 20 aprile!!

  3. nunzio permalink
    27/04/2011 14:18

    Tu sei il mio mito dal momento del tuo ingresso a MS. Candidati

  4. 28/04/2011 02:13

    ahahahaha!!! cazzo!!! trallaltro anche le immagini sono divertentissime. quella della gente che ama l’ambiente me la salvo per forza. (comunque, anche se apprezzo tutto quanto, riciclare e differenziare mi pare una cacata, una perdita di tempo, quindi butto indistintamente tutto quanto insieme sempre nel cassonetto verde; mi rompe i coglioni fare diversamente, ma mi adatto tranquillamente se sono in case altrui).

  5. certaindeath permalink
    29/04/2011 00:31

    Gente che ti ha cambiato la vita.

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